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Lampadine – panoramica dei tipi e delle caratteristiche

7 lampadine a LED a filamento pendono dal soffitto davanti a una parete di cemento grigia.

In questa guida troverai una panoramica sulle differenti tipologie di lampadine. Dall’attacco all’effetto luminoso fino alla durata di vita, ti mostreremo a cosa prestare attenzione al momento dell’acquisto.

Concetti di illuminotecnica

Le espressioni lampada, lampadina e lampadario hanno un suono simile, ma non hanno necessariamente lo stesso significato. Esistono certamente delle differenze di significato. Nel linguaggio comune i termini sono spesso usati in modo diverso da quello usato nel linguaggio professionale.

Solitamente usiamo i termini «lampada» e «luce» per tutto l’apparecchio, inclusi il portalampada, l’attacco e il paralume, ad esempio quando parliamo di una plafoniera o di una piantana.

Nel gergo tecnico, «lampada» e «luce» non sono sinonimi, mentre «lampada» e «apparecchio d'illuminazione» lo sono. Sia per «lampada» che per «lampadina» possiamo intendere la sorgente luminosa che avvitiamo nel portalampada. Per questo motivo distinguiamo anche tra lampadina a risparmio energetico, lampadina a incandescenza o lampadine LED.

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Lampadine – tipi a confronto

Fino agli anni 2010, la lampadina a incandescenza era la lampadina di prima scelta nella maggior parte delle case europee. Gradualmente, però, la lampadina a pera è scomparsa dal mercato. Ciò è dovuto soprattutto alla sua modalità di funzionamento: nella lampada a incandescenza, gran parte dell’energia assorbita non viene convertita in luce, ma in calore.

Risultato: La lampadina si riscalda e l’efficienza luminosa è relativamente ridotta. A causa del basso livello di efficienza energetica attualmente è in vigore un divieto di produzione e di vendita negli Stati membri dell’UE e in altri paesi.

Delle lampadine più efficienti dal punto di vista energetico hanno sostituito le lampadine a incandescenza. Negli ambienti domestici sono particolarmente popolari le lampadine LED e le lampadine a risparmio energetico. Inoltre esistono le lampadine fluorescenti e alogene.

Lampadine LED

Perlopiù, le lampadine LED con diversi attacchi a vite e a innesto (retrofit) hanno preso il posto delle lampadine a incandescenza tradizionalo. Non si surriscaldano così tanto e raggiungono la massima luminosità subito dopo l’accensione. Hanno un prezzo d’acquisto più elevato ma questo si ripaga nel tempo, grazie alla riduzione dei costi di gestione. Le sorgenti luminose con diodi luminosi (light-emitting diodes), in breve LED, funzionano in modo più economico, sono caratterizzate da una lunga durata di vita e non contengono mercurio.

Un altro vantaggio è che non si rompono così rapidamente in quanto non usano il filamento a incandescenza, molto soggetto a rotture. Chi però non vuole rinunciare al design della lampadina a incandescenza, può utilizzare lampadine in stile retrò con filamento a LED. Queste lampadine a filamento LED ricordano visivamente la lampadina a incandescenza.

Lampadina LED

Lampadina a risparmio energetico

La lampada fluorescente compatta con testa a spirale è conosciuta in molti luoghi semplicemente come lampadina a risparmio energetico. Il nome deriva dalla sua efficienza energetica. Rispetto a una lampadina a incandescenza, una lampadina a risparmio energetico consuma fino all’80 % in meno di elettricità e dura anche più a lungo.

Nei tubi di vetro, l’elettricità fluisce attraverso un gas, che viene ionizzato creando luce. Le lampadine a risparmio energetico hanno bisogno di un certo tempo di riscaldamento prima di raggiungere la loro piena luminosità. La funzione Quickstart può risolvere questo problema. Per prevenire lo sfarfallio, molte lampade fluorescenti compatte sono dotate di un alimentatore elettronico integrato.

Nota: dal 1° settembre 2021 è vietata la produzione e la vendita nell’UE di lampade fluorescenti compatte con alimentatore integrato. Il motivo: se una lampadina a risparmio energetico si rompe si può verificare una fuoriuscita di mercurio tossico. Per questo motivo anche il bilancio ambientale delle lampade fluorescenti compatte è peggiore rispetto ai LED. Le lampadine difettose devono essere smaltite come rifiuti speciali.

Lampadina a risparmio energetico, immagine prodotto

Lampada fluorescente lineare

Le lampade fluorescenti lineari o lampade al neon, sono ben note, perché usate sul posto di lavoro o nelle scuole o in altri edifici pubblici, dove si distinguono per la loro lunga durata. Inoltre, funzionano in modo molto più economico rispetto alle tradizionali lampadine a incandescenza, ma non hanno la stessa efficienza energetica delle lampadine a LED.

Le lampade fluorescenti lineari sono rivestite dall’interno con un materiale fluorescente. Il riempimento di gas è generalmente costituito da vapore di mercurio e argon. Come per la lampada fluorescente compatta, anche qui un alimentatore elettronico integrato previene lo sgradevole effetto stroboscopico del tubo fluorescente.

Nota: attualmente nell’UE sono ancora omologate solo le lampade fluorescenti lineari con un alimentatore di classe di efficienza energetica A2. Le lampade fluorescenti lineari difettose non devono essere smaltite nei rifiuti domestici, ma sono considerate rifiuti speciali. Per questo motivo, per lo smaltimento utilizza i centri di raccolta adeguati.

Una lampada fluorescente lineare

Lampadina alogena

Per queste lampadine viene fatta una distinzione tra lampade alogene a basso voltaggio, in cui un trasformatore incorporato riduce la tensione a 12 V, e lampade alogene ad alto voltaggio che funzionano con la normale tensione di rete di 230 V.

In linea di principio, una lampadina alogena produce luce in modo molto simile a una lampadina a incandescenza tradizionale. Raggiunge però un’efficienza luminosa relativamente maggiore a parità di assorbimento energetico.

Funziona con filo di tungsteno, reso incandescente dall’elettricità. Grazie al bulbo al quarzo incorporato, che emette poco calore, all’interno della lampada alogena le temperature sono più elevate rispetto a una lampadina a incandescenza e la lampada è quindi più luminosa. I gas di riempimento , ossia i cosiddetti alogeni, fanno sì che il filamento duri più a lungo.

Nell'immagine si vedono due lampade alogene.

Informazioni sulle sorgenti a incandescenza

Le lampade alogene appartengono, come le lampadine a incandescenza, alla categoria delle sorgenti a incandescenza, che si surriscaldano durante l’illuminazione, ma le lampade alogene hanno una resa maggiore e quindi sono più efficienti. Tuttavia, hanno bisogno di quasi tre volte più energia rispetto alle lampade a risparmio energetico. Le lampadine a risparmio energetico funzionano fino a 10.000 ore e i LED fino a 25.000 ore, superando nettamente le lampadine alogene, che una durata di sole 3.000 ore.

Nota: dal 1 settembre 2018 anche la maggior parte delle lampade alogene sta per scomparire dal mercato e possono essere venduti solo gli stock a magazzino. Le lampade alogene ad alto voltaggio non vengono più prodotte, mentre le lampade alogene a basso voltaggio devono raggiungere almeno la classe di efficienza B. Rimangono disponibili solo lampade alogene trasparenti con attacco R7S e G9 e almeno la classe energetica C, perché non esiste ancora un sostituto adatto per questo tipo di lampade.

Come trovo la lampadina giusta?

Per generare luce, l’attacco e il portalampada devono essere compatibili. Qui con attacco si intende la filettatura sulla lampadina. L’attacco viene avvitato nel portalampada della lampada. Oltre ai tipi di attacco per l’avvitamento sono disponibili anche attacchi a spina, un tempo tipici delle lampadine alogene, attacchi tubolari per lampade fluorescenti e attacchi a innesto e a manicotto, tutti inseriti nel portalampada .

In questo paese le famiglie spesso usano lo standard Edison E14 o E27. Altri tipi comuni di attacco sono il G9, GU10, GU5.3 e G4. La lettera sta per il tipo di base, per esempio E per lo standard Edison. La cifra dopo la lettera indica il diametro dell'attacco in mm. In una lampada contrassegnata con E27, l’attacco ha quindi un diametro di 27 mm.

Per evitare danni alle lampadine o all’apparecchio di illuminazione, assicurati sempre che portalampada e attacco siano compatibili. Le marcature sulla lampadina e sulla lampada devono corrispondere.

Consiglio: Sull’imballaggio, sul portalampada o sul paralume trovi di solito un piccolo adesivo con la dicitura corrispondente.

Attacco a vite

L'attacco a vite era già molto diffuso fin fai tempi della lampadina a incandescenza. Nel linguaggio tecnico, questa base è conosciuta anche come attacco Edison con la relativa denominazione del tipo E. Il nome e l’abbreviazione derivano dall’inventore Thomas Alva Edison.

Nelle case l'attacco più comunemente usato è l’attacco a vite E27. La filettatura esterna che misura 27 mm di diametro è considerata come la dimensioni standard domestica per la maggior parte delle lampadine.

La variante più piccola, E14, viene utilizzata soprattutto per le lampade decorative, come le lampade da tavolo.

Nei settori commerciale e industriale, ad esempio negli stadi, nei parcheggi o nell’illuminazione stradale, vengono utilizzate lampadine con attacco Edison di 40 mm E40.

Attacco a vite, noto anche come standard Edison.

Nella maggior parte delle case si trovano attacchi per lampada con filettatura Edison.

Attacco a spina e attacco a innesto

In passato, gli attacchi a spina e gli attacchi a innesto erano comuni soprattutto per le lampadine alogene. Visto che anche la maggior parte delle lampadine alogene stanno scomparendo e vengono gradualmente sostituite dalle alternative a LED, oggi si trovano soprattutto lampadine a LED con attacco a spina o a innesto.

Originariamente, questo attacco per lampada era stato progettato da George Westinghouse per l’Esposizione Universale di Chicago del 1893, per presentare l'alternativa all’attacco Edison. La denominazione abituale del tipo è G o GU. La «G» sta per il vetro, mentre il materiale di cui sono fatti gli involucri è accompagnato da «U» per «U-shaped» o «a forma di U». Gli spinotti sono fusi nella base di vetro.

Gli attacchi del tipo G4 e GU4 erano comuni per le lampadine alogene a basso voltaggio da 12 V, utilizzate principalmente per l’illuminazione d’accento in ambienti domestici. Il numero «4» indica la distanza di 4 mm tra i pin. Lo stesso vale per le lampade GU6.35 e GY6.35, che si trovano spesso negli apparecchi di design.

Nelle lampade G5.3 o GU5.3 la distanza tra gli spinotti è di 5,3 mm. Queste lampade sono utilizzate in particolare per faretti a soffitto e proiettori da incasso e di solito dispongono di una schermo riflettente integrato. Lo stesso vale per le lampadine GU10.

A differenza di altri attacchi con spina, le lampade con attacchi G9 o GU9 non hanno spinotti, ma passanti metallici a forma di U ad una distanza di 9 mm. Anche queste lampadine sono spesso inserite in lampade di design per l’illuminazione d’accento. Per alcune di queste lampadine alogene non esiste ancora un sostituto adatto, ad esempio per lampade da forno, in quanto le lampade LED di questo tipo d’attacco non sono altrettanto resistenti alla temperatura.

Lampadina con attacco a spina

L’attacco a spina è stato originariamente progettato come alternativa all’attacco Edison.

Lampadine con attacco a innesto

Attacco a baionetta

La base d'attacco a baionetta è conosciuta anche come Swan dall’inventore Joseph Wilson Swan. Le lampadine con attacco a baionetta vengono fissate secondo lo stesso principio dell'attacco al fucile. Ruotando, gli anelli di supporto dell’attacco si innestano nelle scanalature del portalampada.

Dato che la chiusura a baionetta non si stacca facilmente anche in presenza di vibrazioni, queste lampade vengono utilizzate soprattutto nel settore automobilistico. Puoi riconoscere le luci per le auto dalla «A» nella denominazione del tipo, ad esempio le BA9 per la luce di posizione.

Nel nostro paese, le lampadine con attacco a baionetta sono relativamente rare per le applicazioni domestiche. In altri paesi europei, come Francia, Gran Bretagna e Irlanda nonché negli USA, le lampadine B15 e B22 sono invece piuttosto diffuse.

Lampadina con attacco a baionetta

Le lampadine con attacco a baionetta sono spesso utilizzate per l’illuminazione automobilistica.

Unità di misura importanti

Mentre in passato, quando acquistavamo lampadine, prestavamo particolare attenzione al numero di Watt, oggigiorno sono prese in considerazione soprattutto altre unità di misura. Invece che sui Watt, per scoprire quanto luminosa è una lampadina, occorre focalizzarsi sui Lumen. Ciò che noi chiamiamo colloquialmente «luminosità», viene tuttavia ulteriormente suddiviso dai professionisti.

Il Lumen (lm) è l’unità di misura del flusso luminoso e misura la luce emessa dalla lampada. Ma la luminosità che un oggetto ha sotto la lampada dipende anche dalla distanza e dall’angolo del fascio luminoso oppure dalla dimensione del fascio luminoso.

Esempio: una lampadina a incandescenza da 60 watt emetteva tra 500 e 800 lm. Oggi quindi scegliamo una lampadina con questi valori per ottenere all’incirca la stessa luminosità.

Tuttavia, la quantità di luce che alla fine arriva su una superficie è indicata dall’intensità luminosa espressa in Lux (lx). In generale vale che 1 lx corrisponde a 1 lm/m².

Esempio: per lavorare alla scrivania sono consigliati da 400 lx a 800 lx come valori esemplificativi. Nel soggiorno la maggior parte delle persone trova piacevole circa 80 lx. In camera da letto bastano di solito 45 lux per renderla accogliente.

Anche la temperatura del colore, che viene misurata in kelvin (K), è decisiva per l’effetto luminoso. La luce bianca calda crea un’atmosfera ambientale in casa propria. La luce bianca neutra è consigliata per lavorare in modo concentrato sulla scrivania. In molti capannoni industriali si trovano sorgenti luminose bianche effetto giorno che emettono una luce piuttosto fredda.

  • Da 2.000 K a 3.300 K: bianco caldo
  • Da 3.300 K a 5.300 K: bianco neutro
  • Sopra ai 5.300 K: bianco effetto giorno


Un altro valore importante è l'indice di resa cromatica Ra o CRI. Su una scala da 1 a 100, questo valore indica il grado di naturalezza dei colori di un oggetto colpito da una luce. Il valore massimo 100 è basato sulla luce solare. La maggior parte delle lampadine moderne per uso domestico raggiunge valori superiori a 80. Un indice di resa cromatica elevato è particolarmente importante nell’illuminazione delle gallerie, dei musei e nel commercio alimentare.

Ulteriori consigli per l’acquisto delle lampadine

Persona comanda le lampadine con lo smartphone tramite l’app Smart Home

Affinché tu possa goderti le tue lampadine il più a lungo possibile, al momento dell’acquisto considera anche la durata di vita, che è indicata in ore. Un’ulteriore indicazione di durata è la resistenza alla commutazione. Indica la frequenza con cui la lampadina interessata può essere accesa e spenta.

Proprio come lo spostarsi del sole cambia durante la giornata l'intensità della luce, anche noi a casa vorremmo adattare la luminosità dell’illuminazione a un determinato momento. Per le lampade con Dimmer integrato dovresti utilizzare esclusivamente lampadine dimmerabili.

Per la gestione dell’illuminazione sono anche adatte le lampade Smart Home che si possono accendere e spegnere o attenuare mediante app. Alcune lampadine sono disponibili anche con funzione di cambio colore.